Duetto notturno

Genova, Palazzo Tursi, Salone di rappresentanza. Notte.

di Francesco Nardi, 2017

Il racconto

Chitarra: Esteve (Fabrizio De Andrè)
Violino: Stradivari, detto “Il cannone” (Niccolò Paganini)

(Genova, Palazzo Tursi, Salone di rappresentanza. Notte.)

 

Esteve: se ne sono andati?

Cannone: ‘Spetta, ‘spetta…

E: le luci le hanno spente…

C: sì, ma aspettiamo che ci sia silenzio

E:

C: mah, forse…

E: dimmi tu, io sul suono mi fido più di te che di me, mi sembra il minimo

C: oh, non fare la modesta… ‘Spetta, ‘spetta! …No, scusa, m’era parso

E: certo che lasciarci qui, da soli… neanche ci si potrebbe immaginare che…

C: un violino e una chitarra lasciati insieme da soli, di notte…!

E: un “violino”…Tu sei un cannone, anzi “il” Cannone… “il Cannone di Paganini”!

C: eh be’, e tu? Sei la chitarra di Faber…

E: Ah ah, sai che scandalo per i benpensanti se ci vedessero qui ad amoreggiare…

C: musica colta e musica popolare avvinghiate insieme…

E: …in casa del sindaco, poi!

C: Numi, che immoralità!

E: che indecenza…

C: “indecenza”, quel che non si può dire… ma noi cosa importa? Noi suoniamo, mica parliamo

E: sì, ma chi ci faceva suonare?

C: un indecente…

E: un immorale!

C: eh, mia dolce Esteve… forse io sono stato più fortunato di te, sai?. Il mio Niccolò non aveva bisogno di parole…Anzi, è proprio per questo che mi attrai, cosa “diceva” Faber?

E: parole, parole…

C: musica, musica, se dai suono a quel che dici!

E: che racconti…

C: …raccontamelo. Ti prego

E: non so… Faber non c’è più….

C: neanche Niccolò c’è più, e da secoli ormai… Esteve, è il suono che racconta! “Musica”, “Parole musicali”… che differenza c’è? Raccontami…

E: va bene… Oh, ma solo perché chi ti suonava era nato e cresciuto nei caruggi, eh?!

C: Genova, canta il tuo canto!

E: dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi

C: continua…

E: Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese li condannerai a cinquemila anni più le spese, ma se capirai, se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo

C: ah, che controcanto ci avrebbe improvvisato sotto Niccolò… Continua! Anzi no, varia… Modula, cambia tonalità… in La minore, dai!

E: in via del Campo c’è una bambina con le labbra color rugiada e con gli occhi grigi come la strada… Nascon fiori dove cammina…

C: tesoro…

E: ama e ridi se amor risponde, piangi forte se non ti sente… Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…

C: cazzo, c’è il metronotte!! Presto, rimettiti la custodia!!

E: no… magari ci scoprisse… finalmente insieme

C: a Genova…

E: a Genova.

La storia

Ci addentriamo ora di notte in un luogo un po’ particolare… Siamo nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, dove di giorno si sta tenendo una importante mostra con due cimeli preziosi e cari per ogni genovese.

L'illustrazione
di Enrico Musenich

Tecnica: Matite e pastelli su carta

EMC-101
Storia di Duetto Notturno di Francesco Nardi

L'artista

Enrico Musenich

Enrico Musenich

Enrico Musenich è pittore, scenografo, illustratore e fumettista. Vive a Genova.

Nato a Roma nel 1962, studia violino e viola con Renato de Barbieri, scenografia e illustrazione con Emanuele Luzzati e Gianni Polidori.

Si forma come tecnico di palcoscenico al Teatro dell’Opera di Genova, come scenotecnico e scenografo realizzatore al Teatro della Tosse e al fianco di Elio Sanzogni scenografo.

È stato Direttore Allestimenti Scenici Teatro Carlo Felice.

È stato Direttore Allestimenti Scenici al Teatro Lirico di Cagliari.

Dal 2009 è Direttore Artistico e scenografo del Festival delle Fiabe di Rocchetta Nervina (IM).

È disegnatore scenotecnico alla Direzione Allestimenti Scenici del Teatro Carlo Felice.

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