Canzone in una stanza

Questo soffitto viola...

di Francesco Nardi, 2017

Il racconto

Mamma,

ti scrivo una lettera che non leggerai mai…D’altronde non ha importanza che tu legga, ma che io scriva… e a chi, se non a te? Ah sì, certo, potrei rivolgermi a Pietro, a Silvano, a… no Antonio no, è troppo cretino, non sopporterei le sue battute. E poi cosa ne sa lui delle donne?

Forse è per questo che stasera scrivo a te: tu sei l’unica che mi abbia mai veramente abbracciato… fino a questo pomeriggio, mamma. No, non essere gelosa: non mi stacco da te, è che mi sto staccando da me… non sento nemmeno più i miei piedi per terra… Sto volando, e le mie ali sono le sue braccia, le braccia di…

… E’ pazzesco! E’… Mi accorgo solo adesso che non so… non so neppure il suo nome. Come si chiama?

Come si chiama?

“Ma che te ne frega?!” direbbe Pietro. No, neanche lui capirebbe… Oggi l’ho mandato a quel paese per una cosa che non c’entrava un fico secco (e se c’è rimasto male… vabbè, domani m’inventerò che ero nervoso perché avevo litigato con te… o con papà… Non so, non importa adesso)

“Lei”… è incredibile, la prima donna della mia vita e non conosco neppure il suo nome. Me la ricorderò per sempre e non saprò nemmeno come la chiamerò quando la ricorderò da grande.

Da… grande… Ho paura di questa parola, mamma. Lo so solo ammettere in una lettera che butterò via appena scritta…

Luigi! Luigi mi saprebbe capire… Lui non ha paura di parlare con sua mamma, sono sicuro che non si vergognerebbe nemmeno di scriverle addirittura una canzone…

Una canzone…. Una canzone, sì, una canzone…Ecco il suo nome che stasera non so, ma con cui potrò chiamarla ogni volta che la canterò…

Parto dalla musica o dal testo? Dalla musica, dai… Un giro di DO andrà benissimo. Non sarà un po’ troppo semplice? Lo sa fare anche Bruno… No, anzi meglio: semplice, così non corro il rischio di essere inutilmente fuori posto rispetto quello che sento dentro me adesso.

Semplice allora… una canzone semplice… musica semplice, parole semplici… “Vai, Gino”…”ehhh”… “…”…

Ho ripreso la penna in mano, mamma… Sono di nuovo qui a scriverti perché almeno sul foglio mi sento capito… Sto cercando delle parole… se mi vengono qui in questa lettera, prima di buttarla via le metterò in una canzone nella quale non avrà alcuna importanza sapere come “lei” si chiamava…

…di nuovo “lei”… Lei, che ora, è qui con me in questa stanza che non ha pareti, ma alberi, alberi infiniti…In quella di oggi c’era un soffitto viola, ma per me non esisteva, era tutto aperto: io, io vedevo il cielo sopra noi che eravamo lì, abbandonati come se non ci fosse più niente al mondo

Bene, per ora basta così, magari domani mi verrà l’ispirazione per continuare… Adesso voglio lavorare un po’ con gli accordi che mi hanno insegnato Umberto e Gianfranco: DO, LA minore, RE minore, SOL 7: devo trovare una melodia che ancora non so…

…so solo che non so il suo nome che non scorderò mai, e lei che non saprà mai della sua immensità nel mio cielo…

Un amore in una stanza, per sempre.

La storia

Siamo nei primi Anni ’50, un giovane ragazzo genovese scrive una lettera a sua mamma in uno dei giorni che più gli rimarrà impresso nella sua vita e che condividerà con tantissima gente, una volta diventato… grande.

L'illustrazione
di Giulia Pastorino​

Tecnica: Tecnica mista e colorazione digitale

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Canzone in una stanza, illustrata da Giulia Pastorino

L'artista

Giulia Pastorino

Giulia Pastorino

Giulia Pastorino nasce nel 1991 a Genova, dove tuttora vive e lavora.

Si forma all’Accademia Ligustica di Belle Arti per poi spostarsi a Urbino dove conclude la specialistica in Illustrazione presso l’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche).

Nel 2016 è tra gli illustratori selezionati a Bologna Children’s Book Fair e, nello stesso anno, vince il concorso Tapirulan. Nel 2017 viene selezionata al Nami Island International Illustration Concours in Corea e, poco dopo, inaugura la sua mostra personale “Disordine” a Cremona.

Scelta come illustratrice emergente tra i Saranno Illustri di ILLUSTRI Festival 2019, ospite a Inchiostro festival 2019 e a Torino Graphic Day.

Allestisce una mostra e un percorso permanente per bambini all’interno del Museo delle Culture del Mondo di Castello D’Albertis, dopo la pubblicazione del suo primo albo illustrato del quale è anche autrice “Il Capitano D’albertis” edito da Tapirulan/Matti da rilegare.

Fa parte della matta redazione di PELO magazine, i suoi migliori amici sono i pastelli a olio e gli sfondi color crema. Adora i colori caldi, non ha paura di sporcarsi e non ha mai smesso di disegnare (e danzare).

Collabora con editori, musei e, ogni tanto, i suoi disegni prendono vita.

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